Nei
costumi sono evidenti gli influssi della Magna Grecia che colonizzò
gran parte del Mediterraneo, amalgamati con i ricchi e preziosi elementi
di stile arabeggiante. Soprattutto quando la colonia scoprì
alla fine dellottocento linclinazione marinara, durante
lunghi periodi dellanno i pescatori si spostavano con tutte
le loro famiglie nella vicina Tunisia, in cerca di zone più
pescose: lì stringevano rapporti di amicizia con le popolazioni
berbere, e le donne imparavano ad apprezzare il lussuoso corredo delle
loro amiche. Le 8 coppie di danzatori e la coppia di musicisti e cantanti
raccontano con i loro balli e le loro canzoni, raccolte spesso dal
paziente lavoro di ricerca che molti pescatori svolgono durante le
lunghe ore di navigazione, brandelli di realtà storiche, familiari,
sociali rimaste impresse nella cultura locale. Giovanni e Serena,
Fabio e Laura, Giuseppe e Ida, Filippo e Nadia, Giacomo e Loredana,
Enzo e Vittoria, Ignazio e Valentina, Antonio e Maria Valeria esprimono
con estrema eleganza e con movimenti aggraziati la passione per la
musica ed linnato senso del ritmo propri del popolo lampedusano.
La splendida voce di Cinzia e quella robusta di Nicola raccontano
struggenti o romantici amori, scherzosi o drammatici eventi, storie
di vita comune, il legame con la madrepatria siciliana e gli influssi
derivati dai rapporti con le popolazioni vicine. Ma ha dellincredibile
limpegno e la professionalità con cui la maggior parte
del Gruppo da alcuni anni porta avanti le attività inerenti
il Progetto Tartarughe in collaborazione con il Dipartimento di Biologia
Animale e dellUomo dellUniversità La Sapienza
di Roma.
Le
Tartarughe Marine sono inserite nella Convenzione di Washington e
protette in Italia e nella maggior parte dei Paesi del mondo da ferree
legislazioni, a difesa del loro stato di grande vulnerabilità.
In Italia
il Progetto Tartarughe, coordinato dal Prof. Roberto Argano dellUniversità
La Sapienza di Roma, conduce una campagna di salvaguardia
e ricerca che si basa sulla marcatura degli animali incontrati dai
pescatori: è la preziosa targhetta infatti che permette di
riconoscere un individuo, seguendone gli spostamenti e riportando
numerosi dati sulla loro biologia. Ma è soprattutto individuando
le aree dove ancora questi timorosi animali si fidino di deporre per
perpetuare così la specie, che si cerca di contrastare il pericolo
di estinzione. La Spiaggia dellIsola dei Conigli, a Lampedusa,
allinterno della Riserva Naturale della Regione Siciliana, riesce
ad albergare ancora le delicate condizioni necessarie a consentire
la deposizione delle Tartarughe. Lequipe, giovanissima ma determinata,guidata
dalla Dott.ssa Freggi, controlla il sito e segue landamento
dellincubazione dei preziosi nidi, ed a ogni schiusa i tartarughini
vengono controllati e protetti fino alla loro liberazione. Iragazzi
durante lestate curano la realizzazione di un piccolo Museo
del Mare, che oltre a mostrare ai fruitori estivi materiale raccolto
durante le campagne di ricerca, dedica unintera sala alla biologia
della Tartaruga Marina e dove sono esposti i reperti raccolti nei
sette anni di lavoro del Progetto, coordinato dalla Dott.ssa Daniele
Freggi. Il Museo permette la raccolta di quel minimo di fondi necessari
a pagare le cure e le medicine delle tartarughe recuperate dai pescatori
e che necessitino di assistenza. Lesperienza dei giovani assistenti,
unico esempio crediamo al mondo, ha raggiunto livelli di professionalità
tali che spesso le tartarughe recuperate nel resto della Sicilia vengono
inviate alla straordinaria equipe, che non beneficia di
alcun fondo o sponsor, e che si trova a dover far fronte a complesse
situazioni, che mettono in seria difficoltà la realizzazione
dei programmi di studio, ricerca e salvaguardia di questi animali
a serio rischio di estinzione. Un impegno così costante da
parte di tanti meriterebbe una ben maggiore valorizzazione, poiché
sarà solo con lacquisizione di fondi stabili che il lavoro
potrà continuare a livello dei Progetti internazionali. E il
frutto di un lavoro scientifico può costituire spunto alla
realizzazione di attività che indirizzino il turismo al rispetto
ed alla valorizzazione ambientale, fornendo occasioni occupazionali
per i giovani lampedusani. Sicuramente ad avvantaggiarsene di più
alla fine sarebbero proprio le tartarughe, amate e rispettate da unintera
comunità che può far scuola durante il periodo estivo.
Fenomeni
naturali a Lampedusa
Nell'estate
2001 a Lampedusa, dopo più di 50 anni, si è ripetuto
uno strano fenomeno naturale. L'Isola dei Conigli, a causa dell'abbassamento
del livello del mare, si è ricongiunta alla terra ferma, come
si può vedere dalla foto a lato. Questo isolotto è separato
da Lampedusa da un breve tratto di mare, la cui profondità,
inizialmente di circa 3 m, è andata via via diminuendo, nel
corso degli anni. Questo fenomeno, come si è detto, si verifica
una volta ogni 50 anni, e dura una sola estate, infatti dal prossimo
anno il livello del mare inizierà di nuovo a salire.
La spiaggia
dell'Isola dei Conigli è famosa perchè è l'unica
spiaggia in Italia dove nidifica regolarmente una particolare specie
di tartaruga marina, denominata Caretta Caretta. Queste tartarughe
si riproduco nel periodo estivo, le uova deposte all'inizio dell'estate
si schiudono dopo circa due mesi ed i piccoli, appena fuori dal nido,
si dirigono subito verso il mare.
Anche i personaggi famosi del mondo dello spettacolo frequentano questo
incantevole posto, e uno di loro, il celebre cantante Domenico Modugno,
vi ha costruito una splendida villa, sulle rovine di un antico "dammuso".
Questa villa risulta essere una tra le 10 più belle al mondo.
Un altro
fenomeno naturale che succede solo a Lampedusa è quello del,
così detto, "marrobbio". Questo strano fenomeno si
verifica nel periodo da Aprile a Maggio e poi da Settembre a Ottobre,
somiglia al terremoto (ma fa meno paura); comincia con un cielo grigio
grigio, l'acqua si ritira come se fosse risucchiata dal mare e le
barche restano in secca. Dopo qualche minuto, il mare improvvisamente
risale di almeno un metro e le onde possono arrivare ad allagare le
strade. Spiegazioni scientifiche certe, per questo fenomeno, non ce
ne sono.
Golino,
isolana temeraria
''Un
ruolo che mi somiglia moltissimo: una me stessa solo un po' più
folle''. Così Valeria Golino descrive Grazia, la protagonista
di Respiro il film scritto e diretto da Emanuele Crialese (e presentato
oggi a Cannes per la "Semaine de la critique"). In Italia,
prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci, il film uscirà
mercoledì. E' la storia di una donna, madre di due figli, che
vive a Lampedusa, e che per i suoi comportamenti eccentrici (ama fare
il bagno a seno nudo, ha una passione per Patty Pravo, protegge su
tutto e tutti i suoi cani randagi) va a toccare la sensibilità
degli isolani. Una libertà che alla fine costringerà
il marito Pietro (Vincenzo Amato) a pensare di portarla a Milano per
farla visitare da uno psichiatra. Grazia, saputa la cosa e aiutata
dal figlio Pasquale (Francesco Casisa) di tredici anni, decide di
sparire e nascondersi in una delle tante grotte dell'isola. Sospeso
a metà tra favola e leggenda, con pochissimi dialoghi in dialetto
e la parteciapazione di molti attori non professionisti reclutati
proprio a Lampedusa- tranne la Golino e Amato - in Respiro protagonisti
sono anche i ruvidi colori dell'isola, le sue acque e i giochi crudeli
degli adolescenti. ''Ho avuto solo poche spiegazioni e molto astratte
da Crialese per interpretare Grazia - ha spiegato la Golino - mi lasciava
indicazioni del tipo 'quando ti muovi devi lasciare come un scia celeste'
e cose di questo genere. Ma ha voluto anche che rivedessimo insieme
Unamoglie di John Cassavetes con Gena Rowlands per poi parlarne insieme''.
"La storia del film -spiega il regista trentasettenne al suo
secondo lungometraggio- nasce da una leggenda che viene raccontata
a Lampedusa con diverse versioni ma con sempre al centro questa donna
eccentrica e mal vista dagli isolani che non facevano altro che spingere
il marito a mandarla via a Milano. Ma questa a un certo punto sparisce
e, con il passare del tempo, c'è chi ha cominciato a vederne
il fantasma. Era diventa quasi una santa. Finché, grazie alle
preghiere degli isolani pentiti, sarebbe poi ricomparsa.